Omega 3 per il cervello e la memoria

Gli oli di pesce Omega 3 e il loro uso in psichiatria

Gli Omega 3, presenti degli oli del pesce, non solo sono buoni per la salute cardiovascolare, ma diversi studi scientifici li identificano come essenziali per il cervello e la memoria. Adrián Sapetti spiega il loro uso in psichiatria.

Gli oli del pesce Omega 3 e il loro uso in psichiatria (nuova revisione)

E. Manet - "Natura morta con salmone" - 1880"Nel mare tormentato del Cile/ vive il grongo rosato/ gigante anguilla/ dall'innevata carne. / E nelle onde cilene, nella costa, / è nato il brodetto, gravido e succulento, piacevole."

Frammento di "Ode al brodetto di grongo" (Odi elementari di Pablo Neruda)

Nel Congresso di psichiatria di Chicago 2000 uno studio fatto in Giappone, insieme ad altri lavori precedenti, ha dimostrato che tra le popolazioni con basso o nullo consumo di pesce, c'era una maggior prevalenza di situazioni di depressione. Questo presuppone che il consumo di acidi grassi polinsaturi (chiamati Omega 3) presenti nei pesci marini (questi oli si vendono anche in capsule come supplemento alimentare) migliora il funzionamento dei neuroni (alcuni stanno studiando l'importanza nella prevenzione della demenza e nel trattamento dei bipolari con dosi da 4 g. di acidi grassi polinsaturi per via orale).

Nel 157th Congresso di psichiatria dell'American Psychiatric Association (APA) - a cui appartengo in qualità di International Member - tenutosi a New York nel maggio 2004, ho assistito a conferenze sull' azione di questi acidi grassi - che non si sintetizzano nel nostro organismo -, come coadiuvanti nei trattamenti di bipolari e depressi, agendo come precursori dei lipidi delle membrane dei neuroni e nelle molecole cellulari che agiscono trasmettendo il segnale cellulare (cell signaling cells) (Cohen, B.: New Directions in Medication Development for Bipolar Disorder, 157th Annual Meeting, APA, NY, 2004) oltre alle altre azioni per il sistema cardiovascolare e metabolico.

Oltre a ridurre il rischio d'infarto del miocardio e l'arteriosclerosi (Von Schacky, C. et al., The Effect of Dietary Omega-3 Fatty Acids on Coronary Atherosclerosis, Ann Intern Med 1999; Daviglus, M.L. et al., Fish Consumption and the 30-Year Risk of fatal Myocardial Infarctation, N Eng J Med, 1997), hanno un'azione nelle membrane neuronali, generano cambiamenti nella conduzione nervosa, la liberazione dei neurotrasmettitori, la racaptazione degli stessi e un'azione sulla post-sinapsi neuronale, migliorando la memoria (Morris, M.C., Consumption of Fish and n-3 Fatty Acids and Risk of Incident Alzheimer Disease, Arch Neurol, 2003).

Gli acidi grassi essenziali polinsaturi (anche conosciuti come EFA o PUFA) si trovano nelle verdure verdi, lievito di birra, noci, semi (sesamo, girasole, lino) e nei loro oli, nelle olive e nell'olio di oliva (ricco anche di monoinsaturi). Alcuni di questi si raggruppano nei cosiddetti Omega 6 (presenti nell'olio di primola e di borragine e nella spirulina - alga d'acqua dolce-) e si usano nella sindrome di pressione premestruale, ipertensione, colesterolo alto e sclerosi multipla (Horrocks, L.A. and Young K.Y., Health Benefits of DHA, Pharmacological Research, 1999).

Gli Omega 3 (oli marini) si trovano nel salmone, lo sgombro, aringa, baccalà e altri pesci (soprattutto d'acqua fredda e profonda); conosciuti come EPA (eicosapentaenoico), DHA (docosahessaenoico), DPA (docosapentaenoico).

Si possono trovare anche come supplementi alimentari, in capsule morbide da 1 grammo.

Riassumendo la sua azione, si potrebbe dire che gli Omega 3:

  • Sono precursori delle prostaglandine che prevengono l'aggregazione delle piastrine, evitando trombosi e arteriosclerosi (avrebbero un'azione simile all'aspirina)
  • Aiuta nel controllo della pressione arteriosa (quindi sono utili per gli ipertesi) e riduce la retenzione idrica sia nell'infiammazione della parete arteriosa
  • Prevengono l'infarto del miocardio
  • Migliorano la funzione del sistema nervoso centrale essendo utili nella demenza, depressione, malattie bipolari, persino schizofrenia
  • Aiutano a ridurre il colesterolo LDL ("cattivo") e i trigliceridi; aumentando una frazione del colesterolo HDL ("buono").

I nutrizionisti consigliano di mangiare pesce marino almeno due volte alla settimana, il che si scontra con l'affermazione di molti a cui "non piace il pesce", come se un salmone alla griglia fosse uguale ad una zuppa di pesce, un filetto di merluzzo o un sushi misto. Se non si mangia pesce, consigliamo l'uso di oli marini (fish lipid oils), noti come EPA, in capsule, in dosi che variano a seconda del caso tra 1 e 3 grammi al giorno.

Avevano ragione le nostre madri e nonne quando consigliavano di mangiare pesce per "rinforzare il cervello"??


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